Socialmedia for Dummies

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Credits: Avalaunch Media

Categoria: Internet, Web Marketing

E-commerce e il Bamboo

Per fortuna la nostra base clienti diventa ogni mese sempre più grande.
Questo è possibile grazie al lavoro dei commerciali, dei tecnici che fanno girare il sistema e di chi controlla la qualità del traffico.
Non solo, stiamo crescendo bene perchè lo sta facendo anche il mercato: tanti piccoli imprenditori o PMI si stanno mettendo in gioco.
Bene.
Ogni tanto però mi metto a guardare nel dettaglio questo o quel sito di e-commerce che sta comperando visibilità sui nostri comparatori di prezzo e penso che forse dovrebbe investire più energia e risorse nelle basi della sua attività.

E qui entra in scena il Bamboo.

Ken Lodi, autore di “The Bamboo Principle”, in una intervista, spiega che i germogli di Bamboo crescono molto lentamente per i primi quattro anni di vita mentre le radici della pianta si estendono rapidamente. Non appena le radici si consolidano nel terreno, il bamboo può crescere fino a 24 metri in nemmeno 6 settimane.

Questa storia non ci dice altro che la chiave per ogni buon business è quella di lavorare sulle radici. Senza una solida base, le speranze di generare dei profitti si attenuano fino a diventare un lumicino nel mare.

Pensa al tuo modello di business, soffermati su ogni componente (marketing, risorse umane, contabilità, vendite, fornitori, corrieri etc) e poi studia un piano strategico.

Senza una strategia non si va da nessuna parte, soprattutto in un settore così competitivo come l’e-commerce. Metti tutte le tue idee in un piano strategico, metti nero su bianco su un business plan tutte le voci che andranno a comporre la tua attività e fai crescere il tuo personale albero di bamboo che ti regalerà risultati incredibili ma solo con radici ben consolidate.

Buon bamboo a tutti 😉 (e lasciate da parte i doppi sensi…)

Categoria: E-commerce, Web Marketing

Tanti Auguri Google!La grande G compie 15 anni: lo sapevi che..?

 

Nella giornata di ieri Google ha spento 15 candeline sulla torta, dal lontano 4 settembre 1998 quando due giovani studenti di Stanford, Sergey Brin e Larry Page lanciarono il motore di ricerca BackRub, che sarebbe poi diventato Google.

Per questa occasione speciale Google dovrebbe presentarsi in veste da festeggiato con un doodle ufficiale il 27 settembre, nel frattempo il Guardian è uscito con un interessante e curioso articolo per celebrare questa ricorrenza, condividendo con i lettori 15 notizie su Google che molti potrebbero non conoscere (io non conoscevo molte di queste 🙂 )

Eccole riportate qui:

1.    Inizialmente Google si chiamava  BackRub, letteralmente “massaggio alla schiena”

2.    Google ha acquisito in media una società alla settimana dal 2010

3.    Il primo Doodle realizzato è stato un uomo in fiamme stilizzato perché i fondatori Page e Brin volevano avvisare gli utenti che erano andati via dall’ufficio per partecipare al Burning Man Festival

4.    Google ha assunto il suo primo chef interno, Charlie Ayers a novembre 1999 quando aveva solo 40 dipendenti e oggi lo stesso Ayers è a capo di un team di 150 chef tra i 10 ristoranti nella sede centrale di Montain View, in California

5.    Gmail è disponibile in 50 lingue tra cui il gallese, il basco, il tagalog e il cherokee.

6.    1000 dipendenti di Google sono diventati istantaneamente milionari quando l’azienda si è quotata in borsa nel 2004.

7.    Una di questi milionari è la massaggiatrice Bonnie Brown, che guadagnava meno di 2.000 dollari al mese. Ha lasciato l’azienda dopo qualche anno con un conto corrente lievitato

8.    Il pulsante “Mi sento fortunato” costa a Google 100 milioni di dollari all’anno in mancati guadagni.

9.    Ciò nonostante Il primo tweet ufficiale di Google sono state le parole “I’m feeling lucky” in binario.

10.Nel 2009 Google ha “assunto” 200 capre per brucare l’erba e fertilizzare il suolo intorno al quartier generale.

11.Quasi tutte le entrate di Mozilla arrivano da Google, che paga 300 milioni di dollari all’anno per essere il motore di ricerca di default su Firefox.

12.I fondatori Larry Page e Sergey Brin posseggono solo il 16% dell’azienda.

13.Questo pacchetto azionario ha valore patrimoniale complessivo di 46 miliardi di dollari.

14.Un nuovo impiegato di Google viene chiamato “Noogler” e un ex dipendente si chiama “Xoogler

15.L’algoritmo di ricerca che ha portato Google al successo è nato da un’idea dell’italiano Massimo Marchiori.

 Quante ne conoscevate di queste? Dite la verità! 🙂

Categoria: Internet

Budweiser Brotherhood

E’ stato provato che vi sono almeno 18 fattori si cui si può agire per colpire il proprio target di riferimento e l’ilarità è uno di questi. E non è un caso quindi che molto spesso i vari brand producano spot/video “divertenti” con l’obiettivo che questi vengano, non solo percepiti positivamente ma anche condivisi.

Si è distinta dalla “massa” la Budweiser che durante il recente Super Bowl è riuscita a far leva su più di un fattore, riuscendo a suscitare calore, felicità e tristezza. Il video qui sotto è stato condiviso un’infinità di volte su Facebook, Twitter e blog vari sbaragliando la concorrenza.

Morale… non seguire sempre la massa 😉

Categoria: Web Marketing

HULU rinuncia alla vendita e parte in quarta

Hulu on screen

 

Hulu è il famoso sito di video online supportato dalla pubblicità che offre servizi in abbonanento over-the-top(OTT) di  show televisivi, film, serie prodotte esclusivamente per il web,  trailer, clip e filmati  rubati dietro le quinte e forniti dai maggiori network americani  (NBC, Fox, ABC, TBS) e da altri studios.

E’ distribuito solo nel territorio USA e in Giappone.

Hulu lancia definitivamente il servizio il 12 marzo del 2008 come joint venture tra NBC Universal e News Corp. Il nome Hulu deriva da un proverbio cinese (宝葫芦) che significa “detentore di cose preziose“. Letteralmente si riferisce in cinese alla zucca calabash.

E di cose preziose ne contiene questa zucca digitale che ha subito le lusinghe di numerosi acquirenti dal momento in cui è stata messa in vendita lo scorso anno.

Da Yahoo a Direct TV fino a Time Warner Cable la coda delle offerte che toccavano il bilione di dollari ha convinto definitivamente gli attuali proprietari 21st Century Fox, NBCUniversal e The Walt Disney Company a NON VENDERE le proprie azioni ma ad  investire ulteriori 750 mio di dollari nella crescita e nel potenziamento della società, che aspira a raggiungere le performance di Netflix.

I primi di agosto, assieme ad HBO, Hulu ha espresso il suo interesse nel fornire contenuti tramite un’ application a Chromecast, il nuovo ricevitore per TV digitale firmato Google.

Inoltre ieri, Hulu ha annunciato la sua prima coproduzione con la Lionsgate: Deadbeat, una commedia soprannaturale originale per cui è stato già fatto un ordine di 10 episodi da mezz’ora:  a seguire la produzione sarà la Plan B Entertainment di Brad Pitt.

 

Categoria: Internet

La Webradio di Google arriva anche in Italia

Grazie a Google Play Music Unlimited da oggi tutti gli amanti della musica potranno creare una “raccolta” musicale personalizzata per custodire gli album e i  brani raccolti durante tutto il corso della propria vita.

La webradio di Google e’ un grande jube-box online che permette a tutti gli utenti di ascoltare in streaming,  su tutti i dispositivi, un  vasto catalogo di brani musicali e di conservarne online fino ad un massimo di 20’000 tracce. Di grande rilevanza , soprattutto per le band emergenti che potranno  facilmente raggiungere milioni di utenti a cui far ascoltare la propia musica, è  la possibilità di condividere su tutti i social network e soprattutto su YouTube la propria playlist.

Il nuovo progetto di Google made in USA , dopo l’Italia,  potrebbe già espandersi in altre 8 nazioni Europee ( tra cui Francia, Spagna, Regno Unito etc) , escludendo per il momento la Germania.

Dopo un primo periodo di prova gratuita di un mese, gli iscritti possono scegliere di continuare ad utilizzare il servizio pagando un abbonamento di 7,99 euro mensili se la sottoscrizione avviene entro la metà di settembre, dopodichè il servizio costerà 9,99 euro al mese .

E allora…buona musica a tutti!

Categoria: Internet

Occhiali ai raggi X? Sorpassati dai Google Glasses in versione Hard: come non rinunciare all’intimità senza perdere la finale di Champions!

google-glass1Vi ricordate degli occhiali ai raggi X? Il sogno dei ragazzi degli anni ’90, poter guardare la biancheria intima delle persone, e anche oltre, attraverso degli occhiali speciali: oggi si può fare molto ma molto di più con i Google Glasses, i super occhiali della realtà aumentata..

E come non pensare allora alla sfera del sesso? Sono sicura che la maggior parte di noi l’ha fatto pensando alla possibilità che i Glasses danno, poter vedere e compiere più azioni contemporaneamente con un semplice clic degli occhi.

Ma c’è chi ci ha pensato davvero, a sfruttare la potenzialità degli occhiali di Google per la una nuova frontiera del punto G, ovvero il mondo del porno.

Mikandi, uno store dedicato alle App per adulti per dispositivi Android, ci aveva già provato qualche mese fa, andando contro le restrizioni della casa di Montain View che vieta qualsiasi riproduzione di materiale sessualmente esplicito, e ci ha riprovato ora diffondendo su Youtube un trailer che mostra come potrebbe essere un film “over 18” realizzato con i Glasses.

Ma se vi aspettate scene di fuoco, realtà aumentate, sesso in 3D e cose futuristiche vi sbagliate: il video ha un taglio più ironico-comico che erotico, mostrando le possibili funzionalità degli occhiali durante scene di sesso, che strappano sicuramente più sorrisi che commenti hard, nonostante protagonisti del video siano due famosi pornostar, James Deen e Andy San Dimas, che si sono prestati a questa divertente ripresa.

Insomma, aspettando reazioni o divieti ufficiali da parte di Google, se vorrete trascorrere una serata di intimità guardando in streaming la vostra finale di Champions, vi basterà correre ad acquistare i Google Glasses! Ma attenti uomini, potremmo decidere di acquistare un nuovo paio di scarpe nel frattempo! 🙂

Categoria: Internet

Guerrilla Marketing: Gli spoof

Che cosa sono gli “spoof”?

Gli spoof sono una parodia. Vuol dire provare a sfruttare quanto già fatto da altri per far sorridere e intrattenere. Un esempio?
Basta guardare che cosa ha combinato l’agenzia Olandese Khanna\Reidinga.
Hanno preso il celebre video di Felix Baumgartner e… hanno cambiato qualcosina (non mi dire che non hai seguito l’evento di diretta della Redbull dove Felix si è buttato dalla stratosfera).

Il messaggio è: a volte basta poco per innovare o per sfruttare a proprio vantaggio quanto fatto da altri. Pensaci.

Un altro messaggio però è anche: occhio, fai attenzione perchè se giochi con materiale altrui… spesso è coperto da copyright.

Video:

 

This film, spoofing the commercials by Dutch insurer Centraal Beheer and the famous jump by Red Bull and Felix Baumgartner, was created by Khanna \ Reidinga, directed by Willem Gerritsen (CZAR), post produced by the Bakery and sound designed by Soundcircus Kees Kroot. More info on www.amsterdamadblog.com

Categoria: Internet

Facebook diventa un gioco da tavolo: almeno stavolta non è colpa di Zuckerberg!

Qualcuno ha avuto la malaugurata idea di creare il gioco da tavolo di Facebook.
Come intro è abbastanza cruda ed essenziale, lo so, ma certe volte la delusione verso il genere umano è talmente tanta, da non lasciare proprio spazio alle introduzioni narrative. 🙂

Per la geniale idea ricreativa dobbiamo tutti ringraziare un designer americano, tale Pat C Klein, che in una bella giornata di sole ha pensato: “con tutto il tempo passato su Facebook, chi si ricorda ancora di giocare con i vecchi e fantasiosi giochi da tavola?”. Da qui l’idea di trasformare il tabellone del Monopoly in un cartonato ispirato ai colori del Social per eccellenza e di chiamarlo proprio “Facebook: The board game”.

Spero che almeno l’idea iniziale fosse quella di riportare la gente dal cazzeggio sui social al cazzeggio domestico, ma comunque rimane un’idea triste, ma talmente triste da fare concorrenza alla piccola fiammiferaia.

Il mio pensiero, se pure simile a quello di una vecchia bigotta zitella, deriva proprio dall’esperienza avuta dai social: ho un profilo Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, Google+ , ma ne seguo seriamente un paio, se ho tempo.
L’esperienza social va vissuta sui social, ma se cerchi di riportare le stesse caratteristiche in un gioco da tavolo, cosa rimane? Solo la distruzione di uno dei giochi da tavolo più belli di sempre, il Monopoly ovviamente,  e un cartone blu dove la casella della prigione è diventata “account sospeso” e il mitico passaggio dal “Via” (che regalava 20 euro a ogni giocatore) ci consente di pescare una carta e mettere “mi piace”.

Seriamente, mondo, seriamente?!

Intanto il fondatore del social vero, Zuckerberg, si dice divertito e felice della notizia. Ma va?!

Il gioco in scatola non è ancora in commercio e speriamo non ci arrivi mai.
Questo è tutto per oggi, nel frattempo tiro i dadi e pesco un “mi piace”. Cavoli, mi è capitato il refresh della pagina. 😉

 

 

Categoria: Internet

Guerrilla Marketing: la ceretta per il corpo

Come promuovere una ceretta per il corpo? Quelli di Toronto’s Fuzz Wax Bar hanno preso un bel modello e l’hanno fatto camminare per la strada ricoperto di strisce di ceretta da… far strappare alla gente.

Quando dobbiamo trasformaci in sadici non ci tiriamo indietro e così… l’operazione è riuscita perfettamente. Il video su Youtube è diventato virale e la Toronto’s Fuzz Wax Bar ha aumentato la propria notorietà.

I più pignoli diranno: “Eh già, bravi bravi ma… le vendite? Eh, le vendite? Come misuriamo l’impatto di una cosa del genere sulle vendite?”
Giusto.
Dietro ogni striscia di ceretta strappata c’era un coupon sconto. In questo modo l’azienda ha potuto tracciare anche il ROI. Tutti contenti? 🙂

Categoria: Internet

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