From clicks to bricks

Pazzesco.
Ora la moda è quella di aprire un negozio fisico. Se sei un pure player, se vendi solo online… non basta più.

Ebay, Amazon e Google: i tre moschettieri lo hanno già fatto. (Google, secondo i bene informati, starebbe per aprire un monomarca a New York nel quartiere di Soho).

Solo moda o gli utenti hanno davvero bisogno di incontrare fisicamente i loro beniamini? E fino a quando ne avranno bisogno?

 

Categoria: E-commerce, Internet

Tutti che parlano di Alibaba ma…

AlibabaAlibaba è un gigante digitale dagli occhi a mandorla. Siccome in Europa abbiamo solo Google, Ebay, Amazon o Facebook, qui non lo conosce quasi nessuno. Ma laggiù, dove sono oltre 1 miliardo di teste, Alibaba è il re che tutto vede e tutto comanda. Ora sta per quotarsi in borsa e sarà un macello. Se ne parla da tempo e qui, sul The Wall Street Journal, trovi la notizia di ieri.

Già. Però pochi seguono da vicino il mercato cinese e ne conoscono i retroscena.
Butto sul piatto una domanda (che immagino si faranno anche quelli che seguiranno la quotazione di Alibaba):

tu ti fideresti mai di comperare delle azioni di una società digitale cinese?

Prima di rispondere ti do due notizie fresche (sono proprio di due giorni fa):

  1.  il governo cinese ha chiuso decine di profili su WeChat, l’applicazione di instant messaging (l’equivalente del nostro WhatsApp), più diffusa in Cina. Il motivo? Commentavano troppo i fatti di attualità. Secondo quanto scrive il quotidiano di Hong Kong, South China Morning Post, i censori della rete cinese sono entrati nelle sede di WeChat, a Canton, e ci sono rimasti per una settimana prima di chiudere i profili.
  2. la banca centrale cinese ha bloccato i pagamenti da cellulare mettendo in allarme i due più importanti gruppi del commercio on line cinese, Tencent (guardacaso, sempre quello di WeChat) e Alibaba (ma dai, non è mica quello che si deve quotare?). Il motivo? Forse non sono sicuri. Bisogna controllare meglio.

In un Paese come la Cina, dove tutto è controllato dal Governo in modo massivo, dove tutto può saltare da un giorno all’altro, dove gli interessi in gioco sono enormi, dove la Cina è il secondo paese al mondo più indebitato (secondo agli USA di pochissimo), beh, occhio perchè… non è sempre tutto oro quello che luccica 🙂

Categoria: Internet

La Apple che vorrei

apple-alimentazione-sbagliata

La Apple che vorrei è diversa da quella che trovo online.
La Apple che vorrei è quella che, quando ordino, presta attenzione e mi coccola.
La Apple che vorrei non è quella che se compro un monitor, un bel Apple Thunderbolt Display (flat-panel da 27″) insieme a un MacBook Pro mi manda un cavo che non funziona.
La Apple che vorrei è quella che mi manda il monitor con il giusto cavo di alimentazione per il mio nuovo MacBook Pro.
In definitiva poi, la Apple che vorrei è quella che non fa mille prese di alimentazione completamente fuori dagli standard di mercato.
La Apple che vorrei è quella che adesso mi chiama e mi manda il cavo giusto. Perchè è così che si ascolta la rete, vero?

Categoria: E-commerce, Internet

Catch the dragon

Riccardo Porta in China

Ho avuto la fortuna di trascorrere la scorsa settimana in Cina, diviso tra Pechino e Shanghai. L’obiettivo era quello di raccogliere più informazioni e contatti possibili per approfittare delle opportunità che quel paese può offrire agli imprenditori italiani che vogliono fare commercio elettronico in Cina.

A Pechino (o Beijing come fa più figo dire) ho partecipato all’evento “Catch the Dragon”, dove tra numeri e presentazioni aziendali di aziende che si propongono come partner per entrare nel mercato (essenzialmente web agencies, operatori di logistica, sistemi di pagamento) ho cominciato a immergere le mani “nella marmellata”.

Mi sono sporcato del tutto a Shanghai dove ho visitato la Free Trade Zone cercando di comprendere il nuovo modello economico che hanno appena lanciato: sono i primi al mondo che fanno pagare le duties, le tasse per chi importa i prodotti in Cina, solo quando il prodotto è effettivamente venduto al consumatore finale. Che è manna dal cielo per chi fa e-commerce e, per soddisfare al meglio il consumatore cinese, non gli offre un servizio cross-border ma una vendita diretta e veloce con una warehouse in loco. Ho incontrato tanti imprenditori e la testa mi scoppia di informazioni che devo ancora, non solo assimilare, ma disporre logicamente all’interno del mio già sconquassato e incasinato cervello. Non credo di avere mai tessuto così tante relazioni professionali in vita mia. E ne sono ancora sufficientemente scioccato.

Una cosa però l’ho capita. Questi fra qualche anno ci faranno a fettine. Sono più avanti di noi in tutto. Soprattutto di noi italiani che siamo convinti di essere i migliori in questo e in quello. Una volta forse, ora siamo fermi al palo. Sopravviveranno solo le vere eccellenze italiane ma devono già sapere come difendersi. E dubito che abbiano capito come approciare un mercato come quello cinese. Personalmente, domani, mi iscrivo a un corso di cinese. E, per fare un po’ di pratica con qualcuno che non sia solo il ristorante sotto casa, ci mando pure mia figlia. Che ha sei anni e forse ce la fa ancora a salvarsi. Forse.

Categoria: E-commerce

Compri online, ritiri al supermercato

Geniale. Bravi, chapéu.
Non vedo l’ora di vederli questi armadietti. Sono proprio curioso. Non perchè mi possano fare comodo, la maggior parte delle cose che compro online infatti me le faccio arrivare comodamente in ufficio (so che in alcune aziende non è possibile ma, nella mia, sì) ma perchè sono, come scritto, un gran curioso.
Sto parlando dei lockers, gli armadietti automatizzati che anche Amazon utilizza negli Usa e in Inghilterra: acquisti online e ritiri nel punto più vicino a casa o al lavoro, 24/24 e 7/7.
Chi si fa portavoce di questa novità è l’italiana Banzai. Magari conosci Eprice.it o Saldiprivati.it, per citare un paio dei siti del gruppo. Per ora partiranno con 200 armadietti.

Categoria: E-commerce

Il futuro è il Vietnam

Good_Morning,_VietnamLo scrivo perchè così rimane bello impresso: guarda che il futuro è il Vietnam.

Perchè?

Perchè se un colosso come Tal Group vuole spostare la produzione dalla Cina al Vietnam… qualcosa c’è sotto.*

Tal Group, per capirci, è quel gigantesco gruppo che ha come clienti firme quali Banana Republic, Burberry, Givenchy, Tommy Hilfinger, Dockers, Eddie Baur e decine di altri marchi noti.

Sembra che abbiano appena stanziato 200 milioni per la produzione di capi di abbigliamento maschile e femminile in un nuovo stabilimento in Vietnam.

Perchè lo stanno facendo? Beh, perchè la Cina costa troppo. E ho detto tutto.
 
 

 

*fonte: China Daily

Categoria: Internet

Ma stiamo costruendo del valore?

Internet, il digitale… sta realmente creando qualcosa o lo sta distruggendo e basta?

Questa  è la vecchia questione che piaga le aziende internet dalla loro comparsa. La loro grande potenza distruttrice non dà luogo in maniera scontata a una complementare capacità creatrice in altri ambiti. L’abilità di sottrarre traffico ai media tradizionali e a distruggere il loro flusso di fatturato non necessariamente si traduce in una forza comparabile nel produrre reddito. Il fenomeno è  ancora più vero in un ambiente di traffico su smartphone e tablet, dove, finora, la possibilità di monetizzare i volumi si è rivelata ancora più tenue che sul web.

Mi vengono in mente in primis gli editori che, con il cartaceo ormai più che soppiantato dal digitale, si trovano a fare i conti con giornalisti da lasciare a casa e con nuovi modelli di business non ancora in grado di mantenere i precedenti livelli di profitto.

Il digitale è davvero disruptive e sta rimettendo tutto in discussione. Personalmente lo vedo come un cambiamento epocale ma non vedo riforme strutturali che lo sostengano e che, allo stesso tempo, aiutino anche chi, con il digitale, non per forza ci deve fare del business.

Faccio il lamentoso e sintetizzo con un: troppe tasse, troppe troppe tasse e poca poca alfabetizzazione digitale.

Categoria: Internet

Come ha fatto WeChat ad avere 100 milioni di nuovi utenti in 4 mesi

WeChat è la versione cinese di WhatsApp. Avrai visto delle pubblicità in televisione anche qui in Italia con il calciatore Messi o Belen.

WeChat offre diverse funzioni in più che mancano (ancora) a WhatsApp. Ad esempio, permette agli utenti di caricare su una bacheca pubblica, le loro foto e messaggi oppure, e questa ha fatto la differenza, permette agli utenti di usarla anche come portafoglio digitale. Si possono trasferire dei soldi sugli account di WeChat.

La storia delle buste rosse

Questa strategia mescola sapientemente il tempismo con la profonda conoscenza del mercato di riferimento. Quelli di WeChat hanno lanciato la loro campagna promozionale appena prima del Capodanno cinese. Continua a leggere

Categoria: Web Marketing

E sfruttatelo questo WI-FI

Alzi la mano chi, quando è fuori casa, prova a cercare delle reti wi-fi a cui attaccarsi.

Alcuni alberghi, ristoranti o bar offrono questo servizio gratuitamente.
Altri, troppi, se lo tengono stretto, ben protetto e lungi da loro l’idea di offrirlo come servizio o di sfruttarlo come arma commerciale.

Quelli invece della SAB Miller (azienda presente in 6 continenti con oltre 200 marchi di birra – la birra Peroni, ad esempio, è loro) hanno convinto i pub ad offire l’accesso gratuito alla rete previa registrazione.
In questo modo acquisiscono dati sugli utenti a cui potranno mandare delle comunicazioni a scopo promozionale (ovviamente con opt-out). In alcuni casi offrono anche dei coupon per avere uno sconto per la birra in quello specifico pub. Situazione win-win.

Niente di più semplice no? Quanti pub/bar/ristoranti/alberghi lo fanno in Italia?

Categoria: Web Marketing

E-commerce: i prodotti più venduti online

La ricerca è ad opera di eBay quindi in realtà parliamo molto probalbimente di un mix di prodotti nuovi e usati ma… questa la top ten degli scambi commerciali avvenuta online nel 2013:

  1. Primo posto per la Telefonia con 1 acquisto ogni 4 secondi, a conferma che gli italiani non vogliono rinunciare all’ultimo modello di cellulare o smartphone, e che tendono a personalizzarlo con cover, custodie ed altri accessori: sottocategoria che infatti supera di oltre il 700% il totale di vendite di device.L’intera categoria Tecnologia ha ruolo cruciale su eBay.it con la vendita di un prodotto ogni 2 secondi a sottolineare un trend in crescita rispetto al 2012 del +228%.
  2. Argento per il settore Informatico – soprattutto per l’acquisto di iPad e tablet – che vede 1 prodotto venduto su eBay.it ogni 9 secondi.
  3. Gli italiani si riscoprono un popolo di ascoltatori di buona musica, con 1 vendita ogni 10 secondi, sia che si tratti di semplici lettori Mp3 o di veri e propri Hifi Home Theatre. Una curiosità: sul fronte musica, il vinile è davvero di gran moda, con 1 vendita ogni 2 minuti e mezzo e con un totale di acquisti annuali inferiore solo del 17% rispetto ai “più moderni” CD.
  4. Debutta al quarto posto la categoria bellezza e salute, con 1 prodotto venduto ogni 15 secondi relativo alla cura delle mani e delle unghie, seguita dalla cura del corpo e dei capelli.
  5. Il Gardening è l’hobby più in voga, con 1 articolo venduto ogni 32 secondi. Pare che avere un piccolo orto, magari nel terrazzo di casa, offra soddisfazioni impareggiabili!
  6. Anche la gastronomia è un settore molto forte su eBay.it, dove si registra 1 vendita al minuto, segno che gli italiani amano cucinare utilizzando materia prime di qualità.
  7. Il capo di abbigliamento più acquistato? Le SCARPE, che registrano 1 vendita ogni minuto e mezzo e segnano l’ingresso della categoria ‘Fashion’ in classifica. L’intero settore abbigliamento e accessori registra una vendita ogni 8 secondi! E qui curiosamente è l’abbigliamento maschile a registrare il maggior numero di acquisti (+ 13% rispetto a quello femminile).
  8. Anche la compagnia di un animale domestico è un must per gli italiani, che spendono grandi cifre per viziare i loro piccoli amici (1 articolo per animali venduto su eBay.it ogni minuto e mezzo).
  9. In classifica non possono mancare i più piccini con un articolo per l’infanzia e premaman venduto ogni 2 minuti. Questo dato comprende un universo fatto di abbigliamento, giocattoli, passeggini, oggetti per fare il bagnetto e molto altro.
  10. La classifica delle stanze di casa per cui gli italiani amano più spendere vede la CUCINA, seguita da CAMERA DA LETTO e BAGNO.

Fonte: Affaritaliani

Categoria: E-commerce

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