Il sito non vende! Dovete fare di più!

Pangora gestisce per molti siti anche il keyword advertising su Google e YSM. Acquistiamo quindi parole chiave che portano traffico sugli shop che ne fanno espressamente richiesta. Da oltre un anno abbiamo 2 persone che seguono questo tipo lavoro.

Le keyword acquistate, non portano mai su pagine generiche ma tipicamente atterrano sulle relative landing page di prodotto. Faccio un esempio:

Pangora compra la keyword “Canon Ixus XYZ” ed il traffico viene portato su: “www.nomeshop.it/prodotti/canon/ixusXYZ.html”; in questo modo cerchiamo di essere il più pertinenti possibili: l’utente stava cercando una canon Ixus modello XYZ e noi lo rimandiamo alla pagina dello shop che vende esattamente quel prodotto.

Il tutto viene ottimizzato quotidianamente, per migliorare i costi di acquisto delle keyword e aggiornare le stesse. Quando siamo fortunati, facciamo inserire un codice sul sito del nostro cliente per monitorare le vendite.

Facciamo umilmente SEM (search engine marketing) cercando di portare traffico qualificato ai nostri clienti con una piccola commissione di agenzia. Giusto per essere trasparenti.

Questa mattina ricevo una mail: “Convertiamo troppo poco dovete fare di più”.

In queste situazioni, la gestione si complica perchè entrano in gioco alcune variabili fuori dalla nostra portata, ovvero l’usabilità del sito e dei relativi processi di acquisto unitamente a diversi altri fattori.

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Categoria: E-commerce, Web Marketing

Aumento del cost per click sotto Natale

Ci stiamo avviando verso un periodo dell’anno che, tipicamente, è molto caldo per gli acquisti online: il Natale.

Molti shop preparano offerte irrunciabili ed offrono sconti particolari per invogliare l’utente all’acquisto.

I maggiori player di advertising si attrezzano di conseguenza offrendo degli “speciali Natale” o delle “guide ai ragali di Natale” dove raccogliere un buon numero di offerte dei propri clienti.

Entriamo più nel dettaglio sui costi di queste operazioni:

  • Shopzilla.com ha aumentato il suo cost per click medio del 25% fino alla fine dell’anno;
  • PriceGrabber.com ha aumentato il suo cost per click medio del 25% fino al 15 gennaio 2008;
  • Nextag.com ha aumentato, indovinate, anche lui il cost per click medio del 25% fino al 1 gennaio 2008;
  • Shopping.com, per non essere da meno, aumenta i cpc anche lui, ma almeno segue una logica merceologica:
    • Cars 10%
    • Clothing and Accessories 10%
    • Computers 10%
    • Electronics 20%
    • Event Tickets 10%
    • Flowers and Gifts 25%
    • Health and Beauty 15%
    • Home and Garden 20%
    • Jewelry and Watches 20%
    • Kids and Family 25%
    • Magazine and Subscriptions 10%
    • Media 10%
    • Miscellaneous 10%
    • Musical Instruments & Accessories 25%
    • Office 10%
    • Sports and Outdoors 25%
    • Video Games 25%

Ovviamente gli aumenti si vedono anche su Google adwords e Yahoo! Search Marketing. Non è che loro stiano a guardare! 😉

E Pangora Italia? Aumenterà i suoi cost per click? Assolutamente no. Non tracciando quello che avviene dopo il click sui nostri portali di comparazione sarebbe quantomeno privo di fondamento aumentare il costo di acquisto di un click a fronte di presunte migliori condizioni dovute ad un particolare momento del mercato.

Parlando con più di uno shop mi sono ritrovato con in mano dei dati contrastanti: c’è chi non vede l’ora che arrivi il Natale e c’è chi invece lo odia perchè si porta dietro diversi problemi (paura di non consegnare per tempo, resi difficili da gestire, corrieri sottodimensionati per rispondere tempestivamente alle richieste).

Spero di non sbagliarmi però nel dire che in questo periodo sicuramente aumenta la parte legata all’infocommerce da parte degli utenti: in molti utilizzeranno i nostri comparatori per confrontare velocemente le offerte sia dal punto di vista del prezzo sia dal punto di vista delle caratteristiche (specialmente per tutti i prodotti del comparto tech).

La sfida vera, anche per questo Natale, sarà catturare gli utenti che sono in fase di infocommerce e trasformarli in acquirenti online (bella scoperta eh?). Sotto con il web marketing e con l’attenzione verso ogni singolo cliente che transita per i vostri siti!

Fonti dei dati:

Categoria: Shopping Comparison

La multicanalità

Sono appena tornato da un convegno molto ricco ed interessante al Politecnico di Milano sulla multicanalità.

Si è parlato ancora una volta di come sia ormai centrale la figura dell’utente/cliente per le aziende che, sempre di più, devono imparare ad ascoltare e relazionarsi con il target di riferimento.

Sala davvero piena, validi come sempre i dati presentati da Nielsen e i diversi interventi degli speaker presenti. Forse un filo poco ascoltata (per via dell’orario che coincideva con la canonica pausa pranzo) la tavola rotonda finale.

Ecco i link alle presentazioni in formato pdf:

Categoria: E-commerce, Internet, Web Marketing

Consegna assicurata: oggi si può!

Oggi segnalo l’iniziativa di un nostro shop il cui amministratore è anche Presidente di Aicel… questi negozi online ne sanno una più del diavolo per far sentire tranquilli i loro clienti 🙂 !

Categoria: E-commerce

E-commerce brillante su www.boucheron.com

Boucheron, nome storico della gioielleria nato 140 anni fa, aggiunge al maxi-negozio in place Vendôme a Parigi anche il canale di vendita online Boucheron.com. Il marchio francese si dedica così all’e-commerce includendo nella sua offerta l’alta gioielleria su misura. Si tratta di un progetto tra i primi in assoluto in Europa nel settore, forse anche nel mondo.

“Ignoriamo completamente il volume d’affari che internet ci consentirà di realizzare, ma noi lo consideriamo come un servizio in più per i nostri clienti”, ha spiegato Jean-Christophe Bédos, presidente di Boucheron, soddisfatto dal fatturato dello scorso anno che, senza numeri uffciali alla mano, viene stimato intorno ai 75 milioni di euro.

Il canale online è un’opportunità importante per Boucheron, che ha compreso il vantaggio che ne può derivare, considerato il target al quale si rivolge: persone (specialmente donne) con elevata capacità di spesa, spesso troppo impegnate in viaggi di lavoro da non avere il tempo di visitare i negozi, optando di conseguenza per la semplicità della rete e per un’esperienza che, nel settore, rappresenta una novità.

Fonte: DailyNet, 12 novembre 2007

Categoria: Shopping Comparison

Applausi per questo IAB 2007

Si è chiuso ieri un bellissimo IAB 2007.

Per chi non lo sapesse, è l’evento più importante del mercato della pubblicità interattiva a livello globale. C’eravano anche noi: non con uno stand ma presenti in entrambe le due giornate per confrontarci con tutti gli operatori del settore.

Per sapere tutto di questo evento, lasciamo spazio al blog ufficiale, ricco di interviste, commenti e video

Categoria: Internet

Piu’ tempo per lo shopping

Da una indagine del Cermes – Università Bocconi, salta fuori che il tempo medio giornaliero dedicato dalla responsabile d’acquisto alle compere, compresi gli spostamenti, è pari a circa un’ora; tempo che viene sottratto, non senza difficoltà, ad altre lavorative e non.

Anche per questo, i consumatori dimostrano di apprezzare l’apertura domenicale (o nelle giornate festive) dei grandi centri commerciali o dei punti vendita. Il 65,4% degli intervistati, afferma di avere affettuato acquisti in supermercati durante le aperture festive, il 54,7% ha fatto shopping nei negozi del centro e il 56,8% in ipermercati e centri commerciali alla periferia degli agglomerati urbani.

Da questa indagine sembra proprio quindi che gli italiani abbiano poco tempo per fare shopping e che preferiscano farlo nei giorni non lavorativi.

Niente di nuovo all’orizzonte ma… lo sanno gli italiani, vero, che è possibile acquistare su internet 24 ore su 24, senza fare code e senza dovere aspettare la domenica o pregare perchè quel negozio sia aperto durante le feste?

L’e-commerce è una della vere risposte che facilita la razionalizzazione della gestione del tempo.

Categoria: E-commerce, Internet

Il mobile insegue il web

Che Iternet sia e sia stato un pioniere su molti fronti e fuori discussione. Quasi dalla sua nascita si è capito che, tecnologicamente, era posssibile rilevare, misurare, analizzare, i dati che passavano sulla rete. Via agli strumenti di web analitycs e possibilità infinite di planning all’orizzonte.

Il cellulare è sulla stessa strada e mi stupisco anche del fatto che si sia voluto così tanto tempo: M:Metrics, società di ricerca specializzata sul mobile, ha lanciato la piattaforma Meter Direct.

Cos’è e come funziona? Installando un’applicazione sui telefoni più evoluti (parliamo di smartphone, sempre più diffusi), la società saraà in grado di monitorare i dati riguardanti le pagine web visitate, il numero di sms spediti e ricevuti, i giochi avviati e così via.

E la privacy in tutto questo? Bloccherà tutto direte voi. Ed invece no. Il servizio infatti è già attivo negli Stati Uniti e in Inghilterra, ma entro fine anno verrà lanciato anche in altri 4 paesi europei (Italia compresa). Per non essere da meno, Nielsen ha annunciato il suo debutto nel mese di luglio, negli Stati Uniti del servizio Nilsen Wireless, che offre una misurazione dell’audience sui Mobile Content.

Come si tradurrà tutto questo? Probabilmente in una sempre maggiore convergenza degli strumenti e possibilità ulteriori per chi investe e deve raggiungere determinati target di riferimento.

Ad oggi non mi sembra ci siano ancora case history di successo legate al mobile + ecommerce ma… staremo a vedere.

Categoria: Internet, Web Marketing

CRM: riflettere sorridendo

Siete sicuri di prestare la dovuta attenzione alle esigenze dei vostri clienti tenendo conto del loro grado di conoscenza dello strumento Internet?

Categoria: E-commerce, Internet, Web Marketing

Chi spende online: dove, come e quanto

Soldi spesi onlineScrivo questo post, decisamente in ritardo.
Comunicherò delle cifre ormai datate ma lo faccio per puro egoismo, esclusivamente per metterle nero su bianco e ricordarmele così meglio.
Se poi qualcuno non le sapesse e le scoprisse su questo blog… tanto di guadagnato.

Nel 2006 l’Europa ha investito online 8 miliardi di euro (gli USA ne hanno spesi 12,8).

La cifra può essere così “smontata”:

  • 45% in SEM (search engine marketing)
  • 31% in display advertising (parliamo di tabellare, banner)
  • 22% in annunci e directory
  • 1,6% in e-mail marketing

I nostri amici che vivono oltre la manica, in Gran Bretagna, hanno speso 3,1 miliardi con una quota quindi del 38% rispetto al totale europeo (in UK gli investimenti online hanno ormai superato quelli dedicati alla radio e raggiunto la stampa); segue la Germania con quasi la metà, 1,75 miliardi (22%), i francesi con 1,1 miliardi (15%) e l’Olanda con 564 milioni (7%).

L’Italia, con i suoi 480 milioni ed una quota quindi del 6%, è al quinto posto. Seguono, la Spagna (4%), la Danimarca (3%) e gli altri paesi come la Slovenia, Croazia, Grecia, Austria, Belgio e Finlandia che, complessivamente, valgono un 5%.

Fonte: IAB Europe + PricewaterhouseCoopers. Dati rilasciati in giugno, a bruxelles, durante il primo congresso Interact.

Categoria: Internet, Web Marketing

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