Internet sempre più utile

Non è una novità che internet venga utilizzato sempre di più per l’info-commerce  e, successivamente, per concludere l’acquisto.

Un recente sondaggio infatti, condotto dalla società statunitense BigResearch su un campione di 15.727 consumatori di tutto il mondo, svela che ben il 47% di essi, prima di effettuare un acquisto presso un negozio, consulta internet e si affida ad amici e conoscenti per conoscerne le opinioni e ricevere dei consigli.

Solo il 29,4% dei consumatori, invece, non si serve del web per i propri acquisti. Dall’analisi della
BigResearch è emerso, inoltre, che quasi la metà (49%) dei consumatori adulti si dice influenzata dalle opinioni altrui sulla scelta del luogo in cui pranzare o cena, il 42,6% è più sensibile ai consigli sull’acquisto di prodotti elettronici e il 38%, infine, si lascia facilmente convincere in fatto di generi alimentari. (fonte: Dailynet del 11/09/2008)

Detto questo, l’obiettivo di tutti gli operatori della rete rimane lo stesso: far sì che l’utente non solo possa trovare online tutte le informazioni necessarie, ma che proceda anche direttamente all’acquisto senza “uscire di casa” e recarsi in un negozio tradizionale. E, come anche è emerso dal sondaggio, le aziende dovrebbero mettersi in gioco e prestare attenzione a tutto quanto viene detto su di loro su Internet.

Categoria: E-commerce

Intervista a Guido Meak di Zerogrey

E’ dal 2000 che Zerogrey costruisce e gestisce negozi monomarca online per le aziende.
Parliamo di questa realtà con Guido Meak, che insieme a Giovanni Meda, ne è il co-fondatore.
Vogliamo capire meglio come si muovono le grandi aziende e se l’estero rappresenti o meno una opportunità di business.

Ciao Guido, come mai un’azienda dovrebbe rivolgersi a voi per la realizzazione di un sito o di un progetto di e-commerce?
Una azienda con un marchio o un prodotto/servizio che sia vendibile su Internet, raramente riesce a mettere insieme tutti i pezzi quali: piattaforma, server, registrazioni, gestione dei dati raccolti (privacy) , contratti, banca di appoggio per i pagamenti, frodi, logistica, resi, pricing e rapporti con la rete distributiva.
Non è così semplice ed immediato avviare un’attività online e noi aiutiamo le imprese a non rimandare questi progetti. Una sorta di outsourcing.

In quanto tempo, mediamente, riuscite a mettere in piedi un sito di commercio elettronico?
Direi tranquillamente in 4 o 5 settimane dopo un accurato briefing e de briefing.
Fondamentalmente l’azienda ci deve comunicare quali prodotti o servizi vuole vendere, a che prezzo e decidere su mercati operare.
Offriamo una esperienza multisettore, che spazia dalla gioielleria, al merchandising, al food e all’abbigliamento.

Avete tanti concorrenti in Italia?
Non direi. In America di aziende come la nostra ce ne sono davvero tante. Non in Italia.
I nostri principali concorrenti sono società di logistica che stanno cominciando ad offrire anche soluzioni di commercio elettronico ai propri clienti.

Lavorate insieme da anni dando visibilità ai vostri clienti e, da quelli che ci passate o che vedo in portafoglio( Maserati, Invicta, Barilla, Boggi, Zippo, Roces, Enervit, Air Dolomiti, Gas, Sabelt etc etc), intuisco che non vi rivolgiate proprio ad aziende piccole e mi viene il sospetto che i vostri servizi siano molto costosi… è così?
A noi piace lavorare con grandi operatori monomarca.
La remunerazione è data dalla somma di un budget di realizzazione e gestione del sito (poche migliaia di euro) e la comunicazione a supporto (variabile in funzione delle conversioni).
A seconda poi di come viene configurato il rapporto, l’azienda può partecipare in toto alla quota di gestione oppure no. In qualche modo quindi, possiamo arrivare a condividere il rischio con i nostri clienti.

Mi interessa molto la vostra esperienza internazionale e la capacità di portare all’estero le imprese. Come gestite la cosa?
Poche sono le aziende italiane che ritengono di avere tanto mercato da creare delle proprie strutture all’estero. Allora interveniamo noi.
Zerogrey a S.Francisco, ad esempio, ha creato una propria struttura per vendere online. E non è così banale perché ci si va a scontrare con un mercato con specifiche peculiarità, che utilizza anche altri strumenti come il google checkout, carte di credito diverse, e interfacce di pagamento in dollari e non in euro. In America il tasso di conversione si aggira intorno all’ 1,8-2% e per aumentarlo o riuscire a rimanere profittevoli, l’azienda italiana deve quindi poter godere di un customer service americano, azzerare le problematiche doganali (stoccando i prodotti) e di gestione del reso.

Ma un costituire un magazzino all’estero è oneroso…
Chiaramente bisogna valutare l’onere finanziario della cosa ma è un modo per ottimizzare il tasso di conversione.

E’ solo l’America il vostro mercato si sbocco principale?
No. Considera che Zerogrey è presente fisicamente non solo a Torino e S.Francisco, ma anche a Dublino e Barcellona.

Come vedi il mercato quest’anno?
C’è crisi in tutto il mondo. Noto però un’attenzione maggiore ai saldi, come se l’utente online fosse diventato molto simile a quello offline.

Provocazione: invece che investire, ad esempio con voi, perché ad un’azienda non potrebbe limitarsi semplicemente ad operare attraverso Ebay?
eBay ha un dna che dà molto potere al consumatore/compratore e meno all’azienda. I clienti poi sono decisamente diversi: quelle che comprano sui siti di aziende non sono gli stessi che comprano su eBay.

Categoria: E-commerce

In Italia solo il 5% delle aziende ordina via Internet

Leggo che secondo Istituto statistico dell’Unione europea in Italia solo il 5 per cento delle aziende ha effettuato ordini via internet e soltanto il 4 per cento ha ricevuto ordini online.

Sono dati simili alla Spagna ed ovviamente inferiori a Paesi con mercati più evoluti, prima fra tutti la Danimarca con il 31% di ordini aziendali online.

E’ una conferma dello scenario già dipinto dall’Istat e che evidenzia il limite che continuiamo a ribadire: la domanda online crescente da parte dei consumatori privati si scontra con il ritardo da parte delle piccole e medie imprese che costituiscono il tessuto economico del nostro Paese e che ancora non hanno colto l’opportunità del Web sul fronte dell’e-commerce, sia in fase di vendita che di acquisto dei beni aziendali.

In questa direttrice occorre continuare a lavorare per migliorare i nostri prodotti, la percezione dell’e-commerce nel suo complesso, lo scenario complessivo in cui queste aziende – soprattutto le più piccole – operano, sul fronte della propensione all’investimento in ricerca e sviluppo, innovazione ed informatizzazione.

Categoria: E-commerce

Opinione pubblica e blogosfera

Sto seguendo con interesse il dibattito di questi giorni sulla scomparsa dell’opinione pubblica a partire dagli interventi di Nanni Moretti ed Eugenio Scalfari.

Personalmente non sono d’accordo con la loro tesi. Anche a partire dalla gestione di un blog tematico, come questo, fino ai più tradizionali blog personali o associativi, io trovo che la voglia di esprimersi ed aggregare intorno al proprio pensiero opinioni e conversazioni sia molto forte nel nostro Paese così come in tutti i Paesi dove Internet può esprimersi liberamente. Quanto meno, il mio scrivere su questo blog non è dettato dalla volontà di dare visibilità all’azienda che rappresento, ma contribuire alla crescita di un settore ed alla condivisione dei suoi contenuti economici e sociali. In qualche misura, il mio obiettivo è proprio produrre un salto dal particolare al generale, cioè fare opinione pubblica riguardo ad un tema che mi sta a cuore, un tema che, per i suoi connotati di impatto sull’economia e sui consumi, è tutt’altro che marginale ed i dati ne provano ogni giorno la significatività.

Mi piacerebbe che qualora altri opinion-leader entrassero nel dibattito introducessero questo elemento del ruolo dei blog nel tessuto dell’opinione pubblica. Magari scoprono che quest’ultima esiste, ma fatica ad essere rappresentata sui media tradizionali.

Categoria: Internet

Online Marketing & Media Show

E’ ormai passato un mese dall’ Online Marketing & Media Show di Londra (alla quale il nostro amico Balzani è stato e non l’ha trovata poi così eccezionale) . Con questo post sono decisamente in ritardo. Sto invecchiando.
Se però io perdo colpi, qualcun altro ha fatto una bella presentazione che voglio condividere.

Sto parlando di Iain Tait, uno dei fondatori della agenzia creativa Poke di Londra; la presentazione va oltre il concetto di power point (abusato e troppo troppo noioso) e con poche parole racconta un caso di webmarketing di successo. Quello dei Radiohead. Anche se non ti piacciono… guarda questa presentazione: [vimeo=1356001]

Categoria: Web Marketing

I 5 errori dei negozi online

Vi segnalo questa iniziativa di Aicel, associazione cui tradizionalmente Pangora è sempre stata molto vicina e che, con i suoi convegno ed il suo forum, costituisce un validissimo strumento per chi vende online e per chi si agginge a farlo.

Come spesso accade, Aicel presta molta attenzione agli errori che si compiono … perchè vengano evitati quanto più possibile!

Leggi i 5 errori dei negozi online.

Categoria: E-commerce

Intervista ad Andrea Polo – eBay

Andrea Polo è il Direttore PR di eBay Italia. Con lui abbiamo parlato di come vendere online attraverso il marketplace e delle ultime novità che li riguardano, incluso il caso Lvmh.
D. Innanzi tutto grazie per l’intervista, Andrea. Crediamo sia nell’interesse del mercato che il mondo di eBay ed il mondo più ampio dell’e-commerce interagiscano il più possibile per trainare la crescita di questo settore. All’inizio di giugno avete riequilibrato la vostra politica commerciale: quale è stato il vostro intento
R. La diminuzione dei costi di inserzione e l’aumento delle commissioni sul venduto è volto a promuovere i venditori di qualità (non necessariamente aziendali) ed a far sì che eBay compartecipi del loro successo in maniera ancora più significativa. A questi cambiamenti si è aggiunto un miglioramento della funzionalità di ricerca che, ad esempio, oggi riconosce il plurale e legge anche nel testo e negli attributi. Inoltre l’ordinamento dei risultati privilegia, a parità degli altri fattori, i venditori più affidabili.
D. L’e-commerce italiano vede una domanda in forte crescita ed un’offerta, soprattutto da parte delle PMI, che non sempre sta al passo. Quale è la tua opinione? Perché un’azienda dovrebbe usare anche eBay come canale distributivo ?
R. Ovviamente eBay non manca di acquirenti (più di 5 milioni sono gli utenti registrati in Italia), ma, proprio per questo, neanche i venditori: oggi in Italia 16.500 persone traggono la loro fonte di reddito unica o comunque principale da eBay. Per loro, e per tutti gli altri, eBay si occupa della gestione del sito, delle attività di marketing e comunicazione ed ha preso, come dicevamo poc’anzi, la decisione strategica di legare il proprio successo a doppio filo con quello di chi vende.
Ciò che conta però è la qualità, non il prezzo: è sulla qualità che un’azienda deve puntare per vincere la competizione del privato (competizione peraltro esistente anche nel mondo offline con realtà tipo Secondamano) e sulla sua traduzione in termini di esperienza dell’utente e di gestione dei feedback.

D. eBay Italia è un caso di successo. Come ti spieghi questa performance in un mercato che presenta opportunità, ma anche evidenti ritardi?
R. Abbiamo sempre lavorato per una localizzazione intelligente del prodotto internazionale a partire dal riconoscimento dell’utente che, fin dal 2001, avviene in Italia non sulla carta di credito, ma sul codice fiscale. E’ un buon esempio di come abbiamo saputo adeguarci in profondità alle specificità del nostro mercato.

D. Come commenti la vicenda Lvmh?
R. La verità è che eBay, i suoi venditori ed i suoi acquirenti, sono i primi ad essere danneggiati dalle contraffazioni. Non a caso spendiamo 20 milioni di euro all’anno in attività di controllo, fra le quali il programma “VeRO” che ha controllato nel 2007 oltre 2 milioni di inserzioni. Inoltre collaboriamo attivamente con la Polizia Postale e tutti gli organi di controllo preposti per combattere gli illeciti e garantire acquisti sereni e vendite di successo.

Categoria: E-commerce

L’advocacy nell’e-commerce

Una recente ricerca messa a punto da Weber Shandwick sugli effetti della brand advocacy, ovvero la forza del passaparola generato dagli ambasciatori di un marchio, sottolinea quanto sia un elemento chiave per la crescita di un brand.

Il dato principale è fornito dalla capacità della brand advocacy di essere 5 volte più efficace di strumenti convenzionali quanto a capacità di generare nuovi e fedeli consumatori. Continua a leggere

Categoria: E-commerce, Web Marketing

L’importanza della velocità del web server

Molti shop hanno i propri siti in hosting presso società che offrono un buon servizio a prezzi contententi (è il caso di Aruba.it o Register.it, ad esempio). Tipicamente i siti non sono su macchine dedicate e, il più delle volte, non è assolutamente necessario. Tutto dipende dai volumi di traffico che sviluppano.

A seconda del traffico che si riceve e delle connessioni contemporanee sul proprio sito, occorre però fare una riflessione.

Molti shop, oltre ad azioni di promozione legate all’acquisto di keyword advertising, presenza su comparatori di prezzo, newsletter, dem e iniziative speciali, stanno lavorando sodo, lato SEO, per primeggiare nei risultati.

Chi vende, ad esempio, canne da pesca, vorrebbe che il suo sito fosse tra i primi nei risultati organici quando un utente effettua una ricerca dei quel tipo.

Fin qui tutto bene.

Attenzione però: chi lavora nel modo corretto e primeggia in molte ricerce, deve prestare attenzione al traffico del proprio sito, pena, l’esclusione dai primi posti nelle ricerche. Il signor Google infatti, penalizza quei siti che non si caricano velocemente.

Un esempio: se il vostro sito fosse primo per la chiave di ricerca “macchine”, difficilmente con un hosting non professionale, il sito sarebbe in grado di di rispondere a 2 query al secondo (tante sono infatti le ricerche in tal senso). Il risultato? Il server potrebbe collassare restituendo un messaggio del tipo “server not avaible” o messaggi di errore del tipo 5xx server error message.

Fate attenzione dunque perchè potreste perdere il duro lavoro di indicizzazione.

Un’ultima cosa: la velocità del web server non influenza solo il SEO ma anche il SEM: google infatti, diminuisce il quality score (e quindi vi farà pagare di più per l’acquisto delle keyword) se il sito non si carica velocemente.

Categoria: E-commerce, Web Marketing

Agosto: tempodi vacanze ma anche di e-commerce

AGOSTO, TEMPO DI VACANZE MA ANCHE DI E-COMMERCE

Il nostro appuntamento settimanale sui temi caldi dell’e-commerce abbiamo voluto fissarlo questa settimana con Andrea Spedale, presidente di Aicel (www.aicel.it), associazione italiana del commercio elettronico che sicuramente tutti conoscete.

D. Andrea, si sta avvicinando agosto: quali suggerimenti dai agli shop che non possono dar seguito ai loro ordini da loro ombrellone?
R. Gli shop devono essere consapevoli che un sito di e-commerce è attivo e vende 365 giorni all’anno 24 ore al giorno, agosto compreso. Occorre pertanto organizzarsi perché le attività proseguano per la tranquillità dei clienti e del fatturato che, ormai da anni, ad agosto non scende grazie a comportamenti sempre meno tradizionali da parte dei consumatori e ad alla diffusione della navigazione da casa. Extrema ratio, nel caso in cui l’azienda debba chiudere, occorre avvisare gli utenti che i beni saranno consegnati a partire dal giorno del nostro rientro e chiedere loro se, in tal caso, sono disposti a procedere con l’acquisto. Un punto importante: le piattaforme di e-commerce devono prevedere che i negozianti possano intervenire su queste comunicazioni con agilità e velocità.

D. La ricerca Gfk Eurisko presentata lo scorso maggio sottolinea la rigidità degli utenti che tendono ad acquistare sempre e solo all’interno della stessa categoria merceologica e dello stesso sito. Cosa ne pensi ?
R. Si tratta di un comportamento tipico dell’acquirente soddisfatto. Perché devo cambiare sito se la mia esperienza d’acquisto è positiva? 
In realtà tale dato va contro a quanti pensano che si usi l’e-commerce solo per motivi di convenienza economica. Infatti, chi è a caccia dell’offerta ha la tendenza a cambiare spesso punto vendita, mentre chi è a caccia di un servizio di buona qualità e affidabile tenderà a scegliere sempre lo stesso negozio.
Quindi anche in Rete si riesce a creare quel rapporto di fiducia che ci fa optare per il sarto che da sempre ci cuce il vestito su misura piuttosto che andare dal grande magazzino dove tutto è omologato.
Di sicuro il riuscire a conquistare la fiducia e la fedeltà del consumatore è la sfida più grande di chi opera nell’e-commerce
.
Per questo occorre lavorare bene sulle informazioni che possiamo dare in merito al prodotto, alla nostra azienda, alle tutele in possesso del consumatore.  Io sono anche il titolare di Carrelli.it, azienda che ha lanciato l’iniziativa Compra Sicuro (http://carrelli.it/negozio/compra-sicuro.html).

D. Siamo arrivati velocemente alla metà del 2008. Che bilancio trai da questi primi sei mesi ?
R. L’e-commerce cresce stabilmente nonostante la congiuntura recessiva ormai evidente. Il contesto, negativo, deve però tradursi in opportunità per il nostro mercato che deve saper sottolineare i suoi caratteri di comodità, facilità d’uso e convenienza.

D. Cosa ne pensi della multa astronomica inflitta in Francia ad eBay in merito al caso delle contraffazioni Hermès ?
R. Purtroppo il messaggio che è emerso dalla stampa è un messaggio negativo per l’intero comparto dell’e-commerce: ancora una volta il nostro settore ne esce come luogo malsicuro, di cui non fidarsi. In realtà noi aziende che vendiamo online dovremmo trarne l’occasione per comunicare ancora una volta le tutele che garantiamo ai nostri clienti e la piena legittimità del nostro business, uno dei settori più sicuri per il consumatore ed in crescita costante all’interno del nostro sistema economico.  AICEL sta lavorando ad un importante progetto: La Directory Acquisti Sicuri. (http://directory.aicel.it ) Ad oggi lo staff AICEL ha recensito e validato oltre 350 negozi verificando l’esistenza delle garanzie minime previst dalla legge, l’informativa da dare al cliente e il rispetto della privacy.  In futuro questa potrà essere la piattaforma dalla quale fare acqusiti sicuri on-line.

Categoria: E-commerce

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