Facebook democratica a favore delle coppie gay

E non poteva essere altrimenti…

Uno dei co-fondatori, Chris Hughes, quest’ estate è convolato a nozze con il compagno Sean Eldridge ed ha deciso di aggiornare il suo status sul social network attraverso uno smartphone: per la prima volta è apparsa la coppia di icone uomo/uomo  e donna/donna, ossia quelle apposite per segnalare i matrimoni omosessuali.

L’iniziativa ha ottenuto subito il plauso del “The Gay and Lesbian Alliance Against Defamation” (GLAAD).

Facebook si è comunque sempre mostrata sensibile nei confronti dei diritti gay.
Lo scorso anno Mark Zuckerberg aveva partecipato alla campagna  “It Gets Better” dove un video narrava le vicende lavorative e di vita di alcuni dipendenti omosessuali. Il GLAAD ha premiato la policy del social network nella sua strenua difesa dei diritti degli omosessuali: nel regolamento, Facebook vieta di pubblicare status, foto o contenuti che in qualche modo inneggino a comportamenti omofobi.
Le icone per le coppie gay saranno disponibili per gli iscritti anche in paesi dove le nozze tra persone dello stesso sesso sono purtroppo ancora illegali.

Il GLAAD ha sempre apprezzato la sensibilità di Facebook nei confronti della comunità LGBT ( lesbian, gay, bisexual and transgender) per l’introduzione nei vari profili, di status come “In a Civil Union” e “In a Domestic Partnership”, dove “Married” non era possibile (2011), e per la condanna lanciata, con the Network of Support nel 2010, al bullismo omofobico.

Si può affermare che una rivoluzione di idee e punti di vista democratica e civile possa veramente nascere e trovare supporto in Rete.

 

Categoria: Internet

L’attesa è finita: ecco il nuovo Iphone5 !

Dopo diversi mesi di indiscrezioni e trepidante attesa ieri sera alle 19, ore italiane,  è stato finalmente presentato, presso lo Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco, il nuovo prodotto di casa Apple:  l’Iphone5.
L’iPhone5 è il più sottile e veloce prodotto Apple mai realizzato: è interamente in alluminio satinato e vetro, pesa 112 grammi, 20% in meno del 4S, è molto più sottile del precedente, solo 7,6 mm di spessore e ha un display più grande (4 pollici con una risoluzione 1136×640) con il 44% in più di saturazione dei colori rispetto al 4S.
E’ stato ottimizzato anche il consumo della batteria: in conversazione la batteria durerà 8 ore, in navigazione WiFi e in visione dei video 10 ore,  se si ascolta musica 40 ore ed in standby 225 ore.
Il nuovo processo A6, più piccolo del 22% e con una  grafica due volte più veloce del precedente A5, lo rende velocissimo. Anche la connessione è molto più veloce: grazie al suo nuovo sistema di trasmissione di ultima generazione Lte o 4G raggiungerà i 100 mb al secondo e l’antenna dinamica permetterà di passare tra le diverse connettività.
Apple ha equipaggiato l’iPhone 5 con una fotocamera tutta nuova. La tecnologia è stata migliorata nettamente rispetto a quella del 4S; più piccola del 25% con 8 megapixel HD, retroilluminata, filtro IR ibrido, più veloce nella  modalità di scatto, modalità per scarsa illuminazione dinamica, lenti di precisione e cover  della lente in cristallo di zaffiro. Altra grossa novità: la fotocamera dell’ Iphone5 permetterà di scattare foto  mentre si girano video e grazie alla modalità “Panorama” si potranno fare  più scatti in un’unica panoramica, senza soluzione di continuità o evidenti discrepanze tra le transizioni.

In molti sembrano concordare sul fatto che la  novità più rilevante del nuovo gioiellino della casa di Cupertino è sicuramente l’ iOS6, il nuovo sistema operativo aggiornato. L’iOS6 include oltre 200 nuove funzioni: vengono abbandonate definitivamente le mappe di Google, sostituite da un sistema proprietario di mappe e di navigatore GPS che non si limiteranno  a fornire solo indirizzi e direzioni ma anche oltre 100 milioni di punti di interesse, il tutto usufruibile anche in una visione in 3D estremamente veritiera.

L’iPhone 5 sarà disponibile nelle versioni bianco e argento o  nero e ardesia  negli Usa ed altri 8 Paesi dal 21 settembre, mentre in Italia bisognerà attendere il 28 settembre. Il modello da 16 Gb costerà 649 €; quello da 32 GB 779 € e il più potente da 64GB a 899 €.

Categoria: Internet

Apple vs Samsung: vincitori e vinti

In queste settimane non si parla d’altro, soprattutto su  internet e social network le notizie e gli aggiornamenti sulla battaglia (legale e non) Apple/Samsung si susseguono una dietro l’altra, tenendo in suspance tutti gli appassionati, mela-addicted e androidiani come in un vero match!

In realtà l’attesa è finita proprio in questi giorni, almeno per ora, quando Samsung nelle aule di tribunale americane ha perso la causa iniziata da Apple per l’accusa di plagio dei brevetti per tecnologie e design nei confronti di Iphone da parte degli smartphone della linea Galaxy, tra l’altro tra i più venduti e amati dal pubblico Android. Il risarcimento? E’ stata sancita la “modica” somma di oltre un miliardo di dollari, e fin qui poco scalpore..ma proprio qui l’azienda coreana ha tirato fuori il meglio di sé, con un’azione di pseudo marketing che sta facendo il giro del mondo: pare che in casa Cupertino siano arrivati 30 camion pieni di monete da 5 cent per un valore di oltre un miliardo di dollari appunto, dal momento che nella sentenza non era specificata la modalità di pagamento.

Sembra che inizialmente i camion siano stati respinti e che Apple abbia storto il naso di fronte a questo anomalo versamento, ma Lee Kun-hee, presidente di Samsung Electronics si è così difeso e ha dichiarato ai media:

“E’ possibile utilizzare le monete per comprare un rinfresco alle macchinette o fonderle per fare dei computer, ma questo non è un problema mio, ho già pagato loro ed adempiuto alla legge. Spero di finire la consegna di 20 miliardi di monete entro questa settimana.”

Dopo tutto si tratta sempre di soldi, noi aspettiamo la prossima mossa dei due combattenti , nel frattempo si accettano scommesse sul vincitore finale, naturalmente in centesimi  🙂

Categoria: Internet

Become Italia: pausa estiva

Breve e concisa informazione di servizio:

i nostri uffici di Milano rimarranno chiusi una settimana, dal 20 al 26 Agosto.

Durante tale periodo, il supporto telefonico amministrativo e tecnico sarà garantito dalle 10 alle 13 chiamando il numero: 02/43985873.

Categoria: E-commerce, Web Marketing

Libero e Virgilio convolano a nozze

E chi l’avrebbe detto.
Nel 1999 lavoravo per un portale chiamato Italia On Line. “IOL” per gli amici 🙂
Da allora e fino a ieri, i portali generalisti che dominavano e dominano il mercato italiano erano/sono Libero.it (ex IOL) e Virgilio.it.
Si rubano da tempo immemore il primato a suon di utenti e pagine viste.
Due concessionarie pubblicitarie distinte si facevano la guerra per prendersi i clienti migliori.

Da ieri questo scenario è cambiato. Un cambiamento storico: Libero ha acquisito la storica Matrix, società controllata al 100% dal Gruppo Telecom Italia per un valore di 88 milioni di Euro. L’operazione prevede l’acquisizione del portale Virgilio, delle concessionarie di pubblicità Niumidia ADV e Iopubblicità e del servizio di informazioni 1254.
Libero si è “mangiato” il concorrente.

Un po’ come quando MTV entrava nei nuovi mercati: chi è il concorrente? Compriamolo.

E’ quello che è successo nel mondo internet: magari la chiamano alleanza ma io vedo già il sorriso del buon Converti (Presidente e CEO di Libero ) che ora domina incontrastato il mercato italiano. Ha tutti i numeri dalla sua parte. Riuscirà adesso a far investire di più le nostre PMI?

 

Categoria: Internet

E-commerce: formazione continua

formazione digitale per retailerL’e-commerce ha, anche in Italia, una dimensione importante. E’ un canale aggiuntivo di distribuzione e vendita che sta assumendo sempre più connotati strategici.

Non è un business che si improvvisa. E, per non rischiare di sprecare le proprie risorse, sarebbe utile affrontare l’argomento e-commerce con un corretto background e le giuste informazioni.

Un editore che stimiamo, Franco Angeli, molto attivo sul fronte digitale, ha da poco lanciato sul mercato una serie di guide digitali che permettono di capire meglio… da che parte girarsi.

Spesso il top management non ha esattamente una formazione Internet. Questo tipo di guide non hanno la pretesa di esaurire tutti gli argomenti ma offrono spunti di riflessione notevoli.

Qui puoi trovare una guida dedicata al retail e agli esercizi commerciali. La direzione marketing dovrebbe dargli almeno una lettura 🙂

 

Categoria: E-commerce, Web Marketing

Evviva gli outlet online. Ma…

Sono un fan degli outlet online.
Compro regolarmente da Privalia o Saldi Privati. Offrono un servizio eccellente.
Il loro modello di business è ormai chiaro a tutti: danno la possibilità di ordinare prodotti a prezzi scontati e te li fanno avere tipicamente dopo una ventina di giorni. Il tempo è il fattore chiave che li differenzia da un negozio di e-commerce che può essere in grado di effettuare la consegna entro le 24 ore dall’ordine.
In rete non esistono solo i due outlet che ho citato ma ve ne sono molti altri.
E qui può sorgere un problema. Continua a leggere

Categoria: E-commerce

Google accende i riflettori su Cinecittà


Grazie all’accordo tra  l’Istituto Luce Cinecittà e Google, 40 anni di video che narrano la storia del Belpaese e documentano l’evoluzione della società italiana attraverso l’arte, la tecnologia, la politica, il costume e il cinema, sono consultabili da luglio sulla piattaforma YouTube all’indirizzo http://www.youtube.com/cinecittaluce.

Si tratta di oltre 30 mila video estratti dall’Archivio di Cinecittà che, istituito nel 1924,  ha raccolto fino agli anni ’80-’90, più di 100 mila filmati, 3 milioni di foto ed è arricchito da un patrimonio inestimabile: i Giornali Luce  (dal 1927 al 1945)  e la Settimana Incom ( dal 1946 al 1964).

Il Presidente di Istituto Luce Cinecittà, Rodrigo Cipriani, ha caldeggiato l’accordo con Google perché cosciente che i giovani cercano contenuti, anche video, prevalentemente su Internet e per realizzare la missione istituzionale di promuovere la storia e il cinema italiano anche presso le nuove generazioni,  la diffusione dell’Archivio su YouTube si rivelava una condizione indispensabile.
Carlo D’Asaro Biondo, presidente Seemea di Google, ha sottolineato che YouTube non è una piattaforma per contenuti anglo-americani ma uno specchio della realtà, che deve accogliere le esigenze locali e del presente, come i valori dell’Italia.

Ha dichiarato che “Google dà luce al Luce”  sulla base di tre obiettivi: la promozione del contenuto; la protezione del diritto d’autore e lo sfruttamento commerciale. Infatti, l’Archivio Luce è stato caricato su Youtube senza costi di distribuzione e diffusione, ma all’Istituto sono garantiti la maggioranza degli introiti derivanti dalla raccolta pubblicitaria.
I contenuti sono organizzati in playlist tematiche per facilitare la navigazione, mentre la protezione del copyright è assicurata dal Content ID, una tecnologia gratuita di identificazione audiovideo che consente al proprietario dei diritti di riconoscere gli abusi e rivendicare la tutela del diritto d’autore.
Ad oggi il Canale Youtube di Istituto Cinecittà Luce conta 6793 iscritti e 755.685 visualizzazioni: questo è solo l’inizio delle sviluppo multimediale del Cinema che ci ha reso grandi.

 

Categoria: Internet

DD or not DD: il mercato digitale dei videogiochi

Per chi non lo sapesse, con digital delivery (DD) si indica un’evoluzione dell’e-commerce, che consente l’acquisto di prodotti in forma digitale, scaricabile sul computer. Si contrappone ovviamente al retail, cioè la vendita fisica al dettaglio. Da qualche anno il fenomeno si è allargato al campo videoludico e ora ha fatto registrare un record, tanto che nell’ambiente cominciano a circolare voci preoccupate sul futuro della vendita di videogiochi. Secondo quanto riportato da MCV (The Market for Computer & Videogames) il mercato digitale dei videogiochi su pc ha superato in punti percentuale quello tradizionale negli USA e nel Regno Unito.
È importante ricordare che, quando si parla di DD, per l’80% si parla di Steam, la celebre piattaforma lanciata da Valve nel 2003 contestualmente al gioco Half life 2, sulla quale ha poi reso disponibile il download dei successivi episodi del gioco. A gennaio del 2012 Steam contava ben 40 milioni di utenti, con oltre 1800 titoli e una mole di dati inviata di 780 Petabytes nel 2011. Oltre a consentire l’acquisto e il download dei giochi, Steam offre diversi servizi, come le liste amici e la chat. Fondamentale è il servizio di Steamworks, cioè il server per il gioco multiplayer, messo a disposizione anche degli sviluppatori che desiderano una struttura collaudata per gli aggiornamenti dei giochi e una protezione alla pirateria.
Come le api al miele, gli utenti sono attirati da Steam con una politica spregiudicata di sconti periodici e speciali, saldi, codici coupon. Tutto ciò ha generato quella che molti definiscono una situazione di monopolio, che a giudicare dalle grida di allarme generalizzate potrebbe definire la fine del mercato dei videogiochi come lo conosciamo. Il fatto che siano i concorrenti sfortunati di Steam a dirlo, però, genera più di una riflessione. Nel tempo sono infatti nate diverse piattaforme simili, almeno nelle intenzioni, nel tentativo di sfruttare questo nuovo mercato. Prima fra tutti Origin della EA che emerge, a dire il vero, più per i difetti del servizio che per la sua qualità. E, naturalmente, per le violente critiche a Steam, che hanno portato l’EA a ritirare i propri giochi dalla piattaforma di Valve.
Non si parla solo di altre piattaforme DD, naturalmente. I rivenditori fisici sono minacciati da questo tipo di mercato e indicano come principale problema l’estrema dipendenza dei publisher da Steam, anche per quei giochi acquistati al negozio fisico. Se si pensa che un rivenditore fa un’implicita pubblicità al DD vendendo giochi che necessitano di Steam per essere giocati… D’altro canto potendo offrire facilmente aggiornamenti, supporto multiplayer e una fondamentale protezione dalla pirateria, Steam ha il coltello dalla parte del manico. La richiesta più ragionevole è quella rivolta proprio ai publisher: sviluppare versioni dei loro titoli che possano funzionare anche senza Steam, per impedire che si consolidi una posizione di monopolio che sarebbe fatale per la concorrenza, fisica o online che sia.
Il punto fondamentale, accuratamente evitato dai detrattori, è che se tale piattaforma attira così tanti utenti un motivo ci sarà. La qualità del servizio, gli sconti, i salvataggi raccolti da un sistema cloud, la possibilità di giocare con gli amici e così via… Fortunatamente, si possono contare anche casi di concorrenti di qualità, come Desura, che è il corrispettivo di Steam per i giochi indie, o Onlive, che consente di acquistare in modo permanente o solo a tempo un gioco, consentendo di giocare su server specifici senza doverlo quindi scaricare e installare. O ancora Impulse, da poco acquistato da Gamestop, GamersGate e Green man gaming.
Di certo la situazione si evolverà ulteriormente, anche considerando la recente problematica sulla vendita dei titoli usati, sulla quale si è espressa la Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Categoria: E-commerce

Utenti Safari spiati da Google? Pronta maximulta

 Stando a quanto ha rivelato  il Wall Street Journal, Google è disposta a patteggiato la pena per violazione della privacy degli utenti di Safari (ovvero il browser predefinito dei prodotti a marchio Apple), pagando una multa record di 22.5 milioni di dollari . Fino ad oggi non è mai stata inflitta una multa così alta ad una singola società dalla Federal Trade Commission americana , eppure per Google una tale cifra è pari al guadagno di appena 5 ore di lavoro !

Lo scandalo risale al Febbraio 2011 quando il Wall Stree Journal denunciava l’utilizzo da parte di  Google di un codice di programmazione, nascosto nelle istruzioni di Safari , che in maniera poco etica  aggirava le impostazioni di privacy del browser,  installando un cookie temporaneo sullo smartphone, tablet o computer che restava sul dispositivo dalle 12 alle 14 ore per memorizzare i comportamenti e le abitudini degli utenti.

Quando la denuncia venne a galla, Google dichiarò a sua discolpa che il  cookie non raccoglieva alcuna informazione personale e che gli effetti di quella porzione di codice interessavano  solo gli utenti loggati con il loro account di Google. Eppure disattivò subito il codice.

Non dimentichiamo, però, che per Google potrebbero esserci altri guai in vista, considerato che anche l’Unione Europea sta investigando sull’aggiramento della protezione di Safari. Se verrà dimostrata la colpevolezza dell’azienda, la multa potrebbe essere molto più salata, in quanto le normative europee per il rispetto della privacy sono molto più stringenti di quelle previste negli Stati Uniti.

 

Categoria: Internet

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