A una larga parte della stampa italiana il digitale non piace. Un po’ come alla tv.
Ognuno ha i suoi interessi e, com’è e come non è, se c’è l’occasione buona di parlar male di internet o dell’e-commerce… nessuno si prende un attimo per fare qualche doverosa riflessione ma si buttano giù tutti a sparare all’impazzata.

Leggo una notizia che sta rimbalzando in rete e che è stata servita su un piatto d’argento da Paolo Sospiro, docente di Economia dello sviluppo e consulente per Federconsumatori che ha dichiarato: “Aver comprato, per esempio per gli ultimi regali di Natale, su Amazon o su qualche altra maxi piattaforma internazionale non aiuta il rilancio della nostra economia.”. Anzi: “Questi acquisti sono centralizzati e diretti a creare profitto per le grandi aziende di commercio on-line, che nella stragrande maggioranza dei casi non stanno in Italia”. E poi giù a blaterare che l’unica soluzione è vendere online e far ritirare in negozio.

Ma nessuno si accorge che in Italia manca l’offerta? Invece di colpevolizzare strumenti e mezzi, non si potrebbe provare a capire perchè le PMI nostrane ancora non sono online? Forse non è colpa di Amazon e compagnia cantante. In questi casi la colpa è tutta nostra, che non proteggiamo a sufficienza il nostro mercato ma da qui a scrivere a grandi lettere, come fa, ad esempio, Metrosoldi: “SHOPPING ON LINE NESSUN VANTAGGIO PER L’ECONOMIA” ne passa. Eccome se ne passa. Sorry per lo sfogo.