In occasione del convegno (a fine 2013) sul ruolo dell’Asia nel futuro dell’Italia, il giornalista Sergio De Nardis scrisse:”

Un’occasione di certo mancata per l’Italia è l’Asia come mercato di sbocco. Quei Paesi continuano ad avere oggi, come dieci anni fa, un ruolo marginale nelle nostre vendite.

Siamo stati pronti a sfruttare con il made in Italy la trazione proveniente da consumatori in veloce arricchimento, ma abbiamo perso importanti occasioni lì dove la dinamica della domanda asiatica era più forte e veniva soddisfatta dai grandi produttori della Germania.

I motivi della difficoltà degli italiani a raggiungere quei mercati sembrano da ricondurre, oltre che a una specializzazione non allineata con la domanda di quelle aree, ad alcune caratteristiche strutturali dei nostri produttori. Evidenze sull’export delle imprese europee in Cina e India mostrano che questi mercati sono tanto più difficili quanto più piccole sono le imprese. La probabilità di vendere nei due giganti asiatici, rispetto a quella di esportare in Paesi meno distanti, si riduce se le imprese sono a proprietà familiare, non appartengono a gruppi, hanno manager appartenenti alla famiglia, perseguono metodi di decisione centralizzati e adottano criteri di remunerazione slegati dalla performance.

Questo è solo uno stralcio, l’articolo integrale lo trovi qui.

Stiamo quindi perdendo il treno? O meglio, l’abbiamo già perso? Sempre per colpa di “vecchi retaggi culturali” o per mancata “informazione”? Ma possibile che sia sempre così in tutti i settori?

Sono convinto di no e il digitale ci può aiutare.
L’e-commerce è finalmente decollato anche Asia dove sono decisamente molto più attivi che in Italia o in Europa.
Forse possiamo abbattere velocemente il gap che si è formato.
Forse grazie al digitale riusciremo a infilare un piede nello spiraglio della porta ancora lasciata aperta. Il governo cinese, per altro, è molto attivo su questo e sta facilitando le importazioni con sofisticati sistemi che privilegiano proprio il modello di business digitale (vedi ad esempio la Free Trade Zone di Shaghai dove i dazi li vai a pagare solo a merce venduta, ottimo per l’e-commerce).