AlibabaAlibaba è un gigante digitale dagli occhi a mandorla. Siccome in Europa abbiamo solo Google, Ebay, Amazon o Facebook, qui non lo conosce quasi nessuno. Ma laggiù, dove sono oltre 1 miliardo di teste, Alibaba è il re che tutto vede e tutto comanda. Ora sta per quotarsi in borsa e sarà un macello. Se ne parla da tempo e qui, sul The Wall Street Journal, trovi la notizia di ieri.

Già. Però pochi seguono da vicino il mercato cinese e ne conoscono i retroscena.
Butto sul piatto una domanda (che immagino si faranno anche quelli che seguiranno la quotazione di Alibaba):

tu ti fideresti mai di comperare delle azioni di una società digitale cinese?

Prima di rispondere ti do due notizie fresche (sono proprio di due giorni fa):

  1.  il governo cinese ha chiuso decine di profili su WeChat, l’applicazione di instant messaging (l’equivalente del nostro WhatsApp), più diffusa in Cina. Il motivo? Commentavano troppo i fatti di attualità. Secondo quanto scrive il quotidiano di Hong Kong, South China Morning Post, i censori della rete cinese sono entrati nelle sede di WeChat, a Canton, e ci sono rimasti per una settimana prima di chiudere i profili.
  2. la banca centrale cinese ha bloccato i pagamenti da cellulare mettendo in allarme i due più importanti gruppi del commercio on line cinese, Tencent (guardacaso, sempre quello di WeChat) e Alibaba (ma dai, non è mica quello che si deve quotare?). Il motivo? Forse non sono sicuri. Bisogna controllare meglio.

In un Paese come la Cina, dove tutto è controllato dal Governo in modo massivo, dove tutto può saltare da un giorno all’altro, dove gli interessi in gioco sono enormi, dove la Cina è il secondo paese al mondo più indebitato (secondo agli USA di pochissimo), beh, occhio perchè… non è sempre tutto oro quello che luccica 🙂