Internet, il digitale… sta realmente creando qualcosa o lo sta distruggendo e basta?

Questa  è la vecchia questione che piaga le aziende internet dalla loro comparsa. La loro grande potenza distruttrice non dà luogo in maniera scontata a una complementare capacità creatrice in altri ambiti. L’abilità di sottrarre traffico ai media tradizionali e a distruggere il loro flusso di fatturato non necessariamente si traduce in una forza comparabile nel produrre reddito. Il fenomeno è  ancora più vero in un ambiente di traffico su smartphone e tablet, dove, finora, la possibilità di monetizzare i volumi si è rivelata ancora più tenue che sul web.

Mi vengono in mente in primis gli editori che, con il cartaceo ormai più che soppiantato dal digitale, si trovano a fare i conti con giornalisti da lasciare a casa e con nuovi modelli di business non ancora in grado di mantenere i precedenti livelli di profitto.

Il digitale è davvero disruptive e sta rimettendo tutto in discussione. Personalmente lo vedo come un cambiamento epocale ma non vedo riforme strutturali che lo sostengano e che, allo stesso tempo, aiutino anche chi, con il digitale, non per forza ci deve fare del business.

Faccio il lamentoso e sintetizzo con un: troppe tasse, troppe troppe tasse e poca poca alfabetizzazione digitale.