Become Italia diventa Connexity Italia

Anche per la unit italiana la transizione è stata completata.

La nuova ragione sociale diventa Connexity Italia srl. Invariati gli altri dettagli (sede e partita iva).

Entro la fine dell’estate ci sarà anche una completa migrazione di tutti i nostri clienti sulla nuova piattaforma, decisamente più performante, di Connexity.

Come si dice in questi casi… Stay tuned! :-)

Categoria: E-commerce, Internet, Shopping Comparison

Finalmente

Questo è il dato che mi piace di più dell’ultimo e-commerce forum.
La parità di prodotti e servizi.

Da anni lamentavamo il fatto che l’Italia fosse controtendenza, che nel nostro Paese, a differenza del resto d’europa, fossero più i servizi (leggi: turismo e ticketing) a tirare. Come a dire: l’italiano non si fida ancora a comperare online. Perchè non acquista prodotti fisici ma solo servizi.

Tiè. Lo scenario è cambiato. Finalmente siamo al 50%.

prodotti e servizi

Categoria: E-commerce

Fusione con Connexity

Siamo entusiasti di informarti che si è conclusa con successo la fusione di Become Europe GmbH con Connexity Inc. Il 7 Aprile 2015 la ragione sociale di Become Europe GmbH è stata modificata in Connexity Europe GmbH.

A breve anche la sede italiana (ancora Become Italia) diverrà “Connexity Italia”.

Con il Rebranding della nostra società in Connexity, intendiamo sottolineare lo sviluppo futuro delle nostre attività e il passaggio da leader mondiali nel campo dei Product Ads a fornitori di servizi a tutto tondo nell’ambito del Managed Marketing ed oltre.

La mission di Connexity è appunto connettere i consumatori ai venditori, i brand al pubblico online. Con Connexity saremo in grado, ancor più che in passato, di supportarti nel raggiungimento dei tuoi obiettivi e ti aiuteremo a far crescere il tuo business online. E lo faremo mettendo a disposizione una pluralità di servizi:

  • Ampliamento del nostro core business – il CPC Marketplace (prima conosciuta come Syndication)
  • Servizi legati all’ottimizzazione dei motori ricerca come product listing ads e campagne SEM / SEO
  • Bizrate, uno strumento di analisi del comportamento degli utenti che raccoglie feedback e recensioni dagli acquirenti online
  • Display Media per raggiungere una più ampia fetta di pubblico attraverso tutti i dispositivi di acquisto, anche in mobilità

Ai clienti con contratto in essere in Europa, Australia e Stati Uniti  non è richiesto nessun cambiamento. Il contratto sarà trasferito automaticamente mantenendo lo stesso nome della società, lo stesso indirizzo e lo stesso contatto di riferimento.* Tutti i termini e le condizioni presenti nel contratto, nonché tutte le condizioni di vendita e di consegna ecc.., saranno perseguiti senza modifiche.

Ti chiediamo gentilmente da ora in poi di utilizzare in tutte le comunicazioni la nuova denominazione aziendale e di aggiungere nella tua lista di contatti il nostro nuovo indirizzo mail (@connexity.eu).

Non vediamo l’ora di continuare a lavorare con successo con te.

* Tutti i contratti con Become Europe GmbH saranno trasferiti direttamente alla nuova Azienda. Become Giappone verrà gestito autonomamente, non sarà  incluso nella fusione con Connexity Inc. Tutti i contratti esistenti tra Become Europe GmbH per il mercato Giapponese sono da considerarsi terminati. Si prega di contattare direttamente Become Giappone per continuare la collaborazione.

Categoria: E-commerce, Internet, Shopping Comparison, Web Marketing

Tedeschi: non c’è niente da fare, sono più bravi loro

Che vi sia un gap tra l’Italia e molti degli altri paesi in europa non è una novità. Il giornalista Biagio Simonetta però, su Il sole 24 Ore, ha snocciolato e presentato gli ultimi numeri. E fanno male. Davvero male. E quindi, da vero masochista, li ricordo e li riporto di seguito.

In Italia il valore dell’e-commerce è un quinto di quello tedesco e un terzo di quello francese. Cito per completezza anche il gap con l’Inghilterra anche se sappiamo tutti che lottare contro di loro che hanno una cultura dell’acquisito a distanza è una battaglia persa: un settimo.

In termini di penetrazione, ovvero in quanti fanno acquisti online, nel nostro bel Paese siamo al 3,5% (pari a circa 16 milioni di italiani), in Germania al 9% (pari a circa 44 milioni di tedeschi) e in Francia al 7% ( pari a 29 milioni di tedeschi) – dai, te lo dico, in Inghilterra sono al 14%, ovvero 39 milioni di inglesi.

Il mercato italiano dell’e-commerce continua a crescere, +17% rispetto all’anno prima. Vero. Ma il gap continua comunque ad accentuarsi, soprattutto se, lato offerta, non ci si dà una sveglia.

 

 

Categoria: E-commerce

Quante sono le PMI che fanno e-commerce

pmiIl dato è finalmente aumentato ma è di gran lunga lontano dalla media europea: la percentuale di piccole e medie imprese attive nel commercio elettronico in Italia è del 5,1%.
Poco, come detto, rispetto alla media europea del 15%.

Il nostro livello di digitalizzazione sta migliorando ma a passettini piccoli piccoli.

Fonte dati: DESI (Indice della economia e della società digitale presentato dalla Commissione euroea in occasione del forum Digtal4EU a Bruxelles il 24 Febbraio 2015)

Categoria: E-commerce, Internet

Quanto costa un dipendente all’azienda


(clicca per ingrandire)

Il dipendente all’azienda costa davvero molto. Il carico fiscale arriva a superare il 53%.

A volte mi chiede se quando enfatizziamo la bontà dell’essere un Paese pieno di Start-Up ci rendiamo anche conto che questa è una delle poche strade rimaste per poter fare del business con delle agevolazioni che altrimenti non permetterebbero alle giovani aziende di sopravvivere.
E non è iufatti un caso su una Start Up su tre cessa le proprie attività dopo meno di quattro anni: se vai a vedere è proprio il periodo in cui finiscono sia le eventuali agevolazioni fiscali per i nuovi assunti e sia l’accesso al credito.

Categoria: Internet

E certo, adesso demonizziamo l’e-commerce

A una larga parte della stampa italiana il digitale non piace. Un po’ come alla tv.
Ognuno ha i suoi interessi e, com’è e come non è, se c’è l’occasione buona di parlar male di internet o dell’e-commerce… nessuno si prende un attimo per fare qualche doverosa riflessione ma si buttano giù tutti a sparare all’impazzata.

Leggo una notizia che sta rimbalzando in rete e che è stata servita su un piatto d’argento da Paolo Sospiro, docente di Economia dello sviluppo e consulente per Federconsumatori che ha dichiarato: “Aver comprato, per esempio per gli ultimi regali di Natale, su Amazon o su qualche altra maxi piattaforma internazionale non aiuta il rilancio della nostra economia.”. Anzi: “Questi acquisti sono centralizzati e diretti a creare profitto per le grandi aziende di commercio on-line, che nella stragrande maggioranza dei casi non stanno in Italia”. E poi giù a blaterare che l’unica soluzione è vendere online e far ritirare in negozio.

Ma nessuno si accorge che in Italia manca l’offerta? Invece di colpevolizzare strumenti e mezzi, non si potrebbe provare a capire perchè le PMI nostrane ancora non sono online? Forse non è colpa di Amazon e compagnia cantante. In questi casi la colpa è tutta nostra, che non proteggiamo a sufficienza il nostro mercato ma da qui a scrivere a grandi lettere, come fa, ad esempio, Metrosoldi: “SHOPPING ON LINE NESSUN VANTAGGIO PER L’ECONOMIA” ne passa. Eccome se ne passa. Sorry per lo sfogo.

Categoria: E-commerce, Internet

Google arraffa tutto

Nasce come motore di ricerca ma poi il vestito gli va stretto e comincia a fare di tutto in qualsiasi direzione. Ci siamo abituati e stiamo parlando di Google.

Ultima novità è l’ingresso nel mercato dei domini web.
Grazie a Google Domain, in versione Beta e solo negli Usa, sarà possibile registrare e acquistare il nome di un dominio su Internet.
Stranamente non si intravede nessuna significativa novità all’orizzonte perchè il gigante di Montain View sembra offrire gli stessi servizi di tanti altri competitor. Per il solo fatto però che è un servizio a marchio “Google” sono pronto a scommettere che decollerà facilmente.

Oltre alle estensioni standard come .com e .net (al costo di 12 dollari all’anno, circa 10 euro) è possibile usare nuovi nomi, tra cui .coffee (30 dollari, circa 26 euro) .company (20 dollari, circa 17 euro) e .ninja (19 dollari, circa 16 euro).

Vedi: https://domains.google.com/about/

Categoria: Internet

Xiaomi…chi?

Non è un brand ancora conosciutissimo. Alzi la mano chi conosci Xiaomi…. vediamo un po’… ecco, come sospettavo :-)
Eppure i numeri sono già di tutto rispetto e anche sui nostri comparatori le ricerche si fanno più insistenti (vedi: Smartphone Xiaomi )

Stando a dei numeri rilasciati da MF, nel 2014 la società di telefonia fondata da Lei Jun ha venduto 61,1 milioni di telefonini, radddoppiando anche i ricavi che sono passati a circa 9,9 miliardi di euro.

Le parole di Le Jun in una lettera di fine anno ai dipendenti, fanno intendere però che c’è ancora molto da fare:

Il campo dei dispositivi intelligenti  diventerà estremamente competitivo, anche perché la crescita del settore degli  smartphone in Cina sta rallentando”

Che il settore del mobile sia estremamente competitivo lo sanno anche tutti i nostri merchant: le marginalità sono così basse che campare di sola telefonia è molto difficile.

 

Categoria: E-commerce

Ci si può riciclare nel digitale?

Di seguito il “pezzo” pubblicato sulla rivista Engage distribuita in occasione dello IAB 2014.

Parlo di digitale e di professionisti. O viceversa.

Ho posizione un po’ estremiste sull’argomento che, volutamente, si percepiscono appena nell’articolo. Sono convinto che per lavorare nel digitale occorra essere circondati da persone stimolanti. E possono esserlo solo quelle che hanno una lunga esperienza nel settore. Forse manca una certificazione :-)

[Clicca per ingrandire]

Il post di Riccardo Porta

Categoria: Internet

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