Sappiamo ormai che sul web ciò che più conta è quel che dicono di noi, perché Internet ha determinato una gestione paritetica e orizzontale della reputazione. In un panorama del genere è prevedibile – e succede normalmente – che ci sia qualcuno che tenti di sfruttare il sistema, utilizzando opinioni false in grado di influenzare, in un senso o nell’altro, la piazza web.
In una recente conferenza, tenutasi ad aprile 2012 in Francia, è emerso il sistema per individuare queste attività di opinion spamming. A svolgere l’arduo compito dovrebbe essere GSRank (Group Spam Rank), un algoritmo in grado di distinguere non le opinioni false, ma i gruppi di utenti che le scrivono, dove per “gruppi” si intende un insieme di utenti di un sito web identificati tramite un ID.
L’algoritmo si basa su una premessa: comportamento del gruppo di utenti falsi è diverso da quello degli utenti reali, perché i primi si muovono in base a un obiettivo specifico, come quello di promuovere o denigrare un determinato sito o prodotto. Per distinguerli, GSRank studia le connessioni tra gli elementi fondamentali di un sito, i prodotti, i gruppi e i membri che li compongono, analizzando le connessioni tra loro. Ad esempio analizza il grado di spam a cui sono soggetti i prodotti e quanto i gruppi che li recensiscono siano “spammosi”. Per i singoli utenti valuta se abbia recensito prodotti oggetto di spam e di quali gruppi faccia parte. Tutto in un circolo di strette correlazioni.
Il tipo di operazione effettuato da questo algoritmo richiede capacità di calcolo proporzionali alla quantità di traffico e di utenti del sito o portale. Questo perché, per costruire i gruppi, GSRank genera ogni possibile combinazione di utenti, indicando come “sospetti” coloro che rivelano un comportamento da spammer, fanno parte di un gruppo composto da figure simili e recensiscono prodotti generalmente soggetti all’opinion spamming. Tutto questo è possibile solo nel momento in cui lo stesso algoritmo viene dotato della conoscenza di base necessaria: in altri termini, i segnali in grado di evidenziare questo genere di comportamenti.
Gli indicatori sono molti e dotati di corrispondente formula matematica, che non staremo qui a riportare, se non altro per non far finta di sapere come si legga. Tra gli indizi che rivelerebbero un gruppo di spammer possiamo però citare: la finestra temporale in cui sono pubblicate le opinioni e il tempo trascorso dall’uscita del prodotto recensito; la differenza tra il voto espresso e il più distante tra quelli degli utenti fuori dal gruppo; le somiglianze del testo con quello degli altri recensori e con quelli che lui stesso ha già riportato; il peso degli spammer sulla valutazione generale del prodotto, in confronto con il numero degli utenti totali e così via. Più particolareggiati sono gli esempi e le indicazioni fornite all’algoritmo, più precise saranno le sue valutazioni.
L’esempio di opinioni e recensioni non deve trarre in inganno. L’applicazione di GSRank può essere molto più ampia e coinvolgere molti più contesti di utilizzo. Non si tratta della formula definitiva né tantomeno di un elisir di verità ma, pur avendo ancora diversi punti critici, può dare un aiuto notevole a quella che fino a questo momento può essere tranquillamente definita una battaglia contro i mulini a vento.


L’utilizzo di internet da parte dei bambini è uno dei temi che le famiglie moderne, insieme alle scuole e alle altre istituzioni di oggi, si trovano ad affrontare durante il percorso di crescita ed educazione dei figli.
Perchè se è vero che internet può essere uno strumento positivo di crescita, il rovescio della medaglia è un suo uso scorretto se non pericoloso da parte dei minori, che al giorno d’oggi magari hanno già profili personali sui social network più famosi come Facebook e Twitter già a 10-11 anni, dove purtroppo a volte si nascondono gli “adescatori della rete” dietro a una pagina web.
Facebook, Instagram, Yahoo, Google ed Esselunga, sì sono loro i protagonisti di quest’ultima settimana di news relative al web.
In questo momento abbiamo online abbiamo però annunci pubblicitari misti: le “vecchie” inserzioni che hanno ancora 135 caratteri e le “nuove” che ne hanno 90.
Finalmente dopo mesi e mesi di attesa per tutto il pubblico degli Androidiani, ieri è stata rilasciata l’App più gettonata del 2012, Instagram, nella sua versione Android. Già dai primi mesi dell’anno c’erano stati diversi annunci e anteprime sul rilascio dell’applicazione ma mai ufficiali, tanto che spesso nel market online giravano fake di Instagram ed erano già 430mila le persone che invece si erano registrate ufficialmente per ricevere una segnalazione non appena fosse stata disponibile e scaricabile l’App ufficiale.